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Damiano Taverni
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Pubblicato il

Telegram Ads in Italia: come funziona e quando conviene

Annunci ufficiali e sponsorizzazioni nei canali: le due strade per fare pubblicità su Telegram, come si paga, come si misura e per quali attività ha davvero senso.

Telegram è tra le app di messaggistica più usate anche in Italia, ma come canale pubblicitario resta poco presidiato: la maggior parte delle aziende si ferma a Meta e Google. È proprio questo il punto interessante — meno concorrenza sull’attenzione — a patto di capire come funziona, perché non funziona come gli altri social.

Le due strade per farsi vedere su Telegram

1. Telegram Ads (la piattaforma ufficiale)

Sono i messaggi sponsorizzati che compaiono nei canali pubblici. Caratteristiche che li rendono diversi da tutto il resto:

  • Formato minimale: testo breve più eventuale immagine/video, niente feed algoritmico, niente retargeting sui comportamenti individuali. Telegram non profila gli utenti: il targeting lavora su lingua, argomenti e canali specifici, non sulla persona.
  • Acquisto a CPM d’asta: paghi per mille visualizzazioni, e il costo dipende da quanto è contesa la nicchia. Argomenti affollati costano di più; nicchie laterali possono essere sorprendentemente economiche.
  • Accesso: la piattaforma nacque con budget d’ingresso proibitivi per una PMI; oggi si entra con cifre molto più abbordabili tramite reseller e piattaforme intermediarie. I minimi cambiano spesso: vanno verificati al momento di partire, diffida di chi ti cita numeri “standard”.

2. Sponsorizzazioni dirette nei canali

L’alternativa storica, tuttora spesso più efficace per iniziare: accordi diretti con i proprietari dei canali della tua nicchia, che pubblicano un post sponsorizzato. Qui non c’è piattaforma: si tratta, si concorda il prezzo, si verifica che il canale sia sano.

Il rischio principale sono i canali gonfiati: iscritti comprati e visualizzazioni artificiali. Prima di pagare, guarda il rapporto tra visualizzazioni medie dei post e numero di iscritti, la costanza delle visualizzazioni nel tempo e la qualità dei commenti dove presenti. Se un canale non ti sembra trasparente, è meglio passare oltre.

Quanto costa? Le voci giuste da considerare

Il costo assoluto dice poco: quello che conta è il costo per risultato. Le voci da mettere in fila:

  • il CPM (per gli Ads ufficiali) o il prezzo del singolo post (per le sponsorizzazioni);
  • il costo per iscritto al tuo canale, se l’obiettivo è costruire un’audience;
  • il costo per contatto o vendita, se mandi traffico a un sito o a un bot.

Su Telegram la conversione passa quasi sempre da un canale tuo o da un bot: l’annuncio porta iscritti, il canale li scalda nel tempo. Chi si aspetta il click-to-purchase immediato stile Meta di solito resta deluso; chi costruisce un’audience se la ritrova come asset che continua a rendere.

Come si misura (senza pixel)

Niente pixel di tracciamento come su Meta, ma si misura bene lo stesso:

  • link con UTM verso il sito, letti da qualsiasi analytics;
  • bot di benvenuto o link d’invito distinti per campagna, per attribuire gli iscritti alla fonte;
  • crescita e retention del canale: quanti iscritti restano dopo 7 e 30 giorni — il numero che separa una campagna vera da una vanity metric.

Quando conviene (e quando no)

Ha senso se il tuo pubblico è già su Telegram (tech, finanza personale, trading, gaming, community locali e di nicchia, informazione verticale) o se vuoi costruire un canale come asset di lungo periodo con contenuti frequenti.

Non è la prima scelta se il tuo cliente tipo non usa Telegram, se ti serve un risultato locale immediato (lì meglio Meta o Google con targeting geografico) o se non hai nessuno che possa alimentare il canale: un canale morto sponsorizzato è budget buttato.

Gli errori che vedo più spesso

  1. Comprare sponsorizzazioni su canali gonfiati senza verificarli.
  2. Mandare traffico a un sito senza UTM: a fine campagna nessuno sa cosa ha funzionato.
  3. Aprire il canale e sponsorizzarlo prima di avere contenuti: chi arriva trova il vuoto e se ne va.
  4. Giudicare dopo pochi giorni: l’audience su Telegram si costruisce in settimane, non in ore.

Lavoro su Telegram come canale principale da anni: se vuoi capire se ha senso per la tua attività — o farti analizzare una campagna che non sta rendendo — scrivimi.

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